Qualsiasi riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
“Sborra” disse il Padrone allo schiavo coordinando i due getti che riempirono la schiava contemporaneamente nel culo e in bocca.
Lo schiavo stava ancora imparando a venire a comando del Padrone ma in quel caso non ci mise niente a riempire il buco stretto della schiava. Il Padrone gli ordinò di rimanere così.Si staccò e li osservò da lontano. Quei due cani alla pecorina erano molto eccitanti. “Dovreste vedervi” disse “Cosa direbbe la tua ragazza se sapesse che vai in giro a inculare altre cagne? E tu? Se tuo marito ti vedesse ora con la bocca e il culo pieni di sborra? Schiavo, esci da quel culo e sdraiati per terra a pancia in su e tu cagna mettiti su di lui a 69 e puliscigli il cazzo”.Mentre la schiava si dava da fare il Padrone le girò alle spalle per godersi lo spettacolo del suo culo arrossato e della sua figa fradicia. Sul suo ano c’era già la prima sborra che provava a uscire. La fisica diceva che la sborra sarebbe colata dal buco alla figa prima di cadere direttamente in bocca allo schiavo, ma il Padrone non voleva aspettare, mise un cuscino sotto alla testa dello schiavo e gli ordinò di leccare la passera della schiava e il buco e di riprendersi tutto il suo sperma.
La scena era molto bella e il Padrone la immortalò anche con qualche foto. Poi guardò l’ora, era mezzogiorno passato e i due ancora si stavano leccando.
“Troie smettetela, ho fame, preparatemi da mangiare.” I due si misero a 4 zampe e si diressero verso la cucina. “Ferme, non state dimenticando niente?” disse indicando i due plug lasciati per terra. “Metteteveli a vicenda”. I due schiavi eseguirono e con i culi pieni andarono in cucina a preparare il pranzo per il Padrone.
All’una, tutto era pronto, apparecchiato e il pranzo era servito. Il Padrone prima di sedersi prese due ciotole e le mise per terra in una mise dell’acqua e nell’altra del pane secco.
“Immagino che non avrete fame visto la scorpacciata di sperma che vi siete fatti, ma è giusto che anche voi abbiate qualcosa da mettere sotto i denti.” I due schiavi a 4 zampe si gettarono sulle scodelle a mangiare offrendo al Padrone il piccolo spettacolo dei loro culi con i plug ben visibili dentro.
Finito il pasto il Padrone guardò l’ora, ancora un oretta e lo schiavo se ne sarebbe andato, era ora del finale, almeno per lui.
“Schiava, è ora di rendere pan per focaccia allo schiavo, lui ti ha inculato, tu lo inculerai. Lo hai mai fatto?”
“No Padrone”
“C’è sempre una prima volta” e si allontanò. Tornò poco dopo reggendo uno strapon di notevoli dimensioni. Non enorme ma decisamente più grande sia del cazzo dello schiavo che di quello del Padrone.
“Mettitelo” la schiava eseguì, non senza qualche esitazione, “mmm… come ti sta bene, adesso faglielo succhiare, sei la sua Padrona ora”. La schiava si avvicinò allo schiavo timidamente. “No, la Padrona non si muove, chiamalo a te” “v… vieni” “cos’è ti fa paura? chiama la cagna e fagli succhiare quel dildo”
“vieni cagna” azzardò la schiava, il Padrone sorrise, le faceva comunque tenerezza mentre lo schiavo si dirigeva verso di lei. “succhiamelo cagna” Lo schiavo iniziò a insalivare quell’enorme cazzo di gomma “puoi chiamarlo anche in altri modi, non solo cagna” “Si Padrone”
“Asseconda la sua succhiata, scopagli la gola” la schiava muoveva il bacino infilando sempre più dentro il fallo “dai ora fallo girare e inculalo” “girati cagn… ehm volevo dire troia” lo schiavo smise di succhiare e offrì il culo alla penetrazione “togli il plug, sputaci sopra e infila un dito prima, senti quanto è morbido e ben più abituato del tuo ad essere fottuto” Effettivamente il buco non aveva offerto resistenza al dito della schiava ed era stato facilmente penetrato. “Ci vuole un cazzo così grosso perchè la troia inizi a sentire qualcosa, dai ora fottilo”. La schiava appoggiò la punta del dildo all’ano e lentamente entrò incurante dei gemiti dello schiavo. Iniziò poi piano piano a muovere il bacino. Ci stava prendendo gusto a scopare e i primi movimenti impacciati lasciarono presto spazio a un movimento fluido e ritmico. Lo schiavo aveva iniziato a gradire il trattamento e il Padrone era nuovamente eccitato tanto che offrì il cazzo allo schiavo da succhiare. Ancora una bocca gli stava succhiando il cazzo al ritmo del cazzo che gli stava trapanando il culo. Nonostante fosse all’ennesimo orgasmo della giornata il Padrone venne ancora abbondantemente in bocca allo schiavo.
Soddisfatto si staccò dalla sua bocca e, con fatica, staccò la schiava dal suo culo.
“Bene, adesso lo schiavo ci deve lasciare ma vorrei che entrambi aveste un bel ricordo di questa giornata. Prendete le vostre mutandine, presto”
I due schiavi corsero a prendere il loro intimo. Il Padrone prese le mutandine della schiava, le fece aprire le gambe e le infilò completamente dentro alla figa, poi prese quelle dello schiavo, le avvolse intorno al suo cazzo e ordinò alla schiava di mungerlo. Dopo il trattamento subito dal suo culo sborrò in pochi secondi dentro le mutande.
“Ottimo” disse il Padrone “ora vi scambiate le mutande, tieni schiava” disse passandogli quelle sborrate dello schiavo “vediamo se riesci a tenerle in bocca, apri aaah” la schiava aprì la bocca e il Padrone infilò le mutande dello schiavo, poi prese il lembo di mutandine che uscivano dalla figa della schiava, le tirò e le diede allo schiavo. “Tieni, mettitele” Lo schiavo indossò quelle mutandine da donna fradicie, si rivestì e se ne andò.
“Guai a voi se la prossima volta tornate senza e soprattutto se le lavate”.
Accompagnò alla porta lo schiavo e rimase solo con la schiava…
Le fantasie sono fatte per essere vissute.
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