Qualsiasi riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
La schiava iniziò un lungo pompino, il Padrone intanto le dava istruzioni mostrando di non gradire molto le capacità orali della sottomessa.
Dopo qualche minuto il Padrone, visibilmente scocciato la interruppe “vai a letto e aspettami con le gambe aperte”, la schiava eseguì.Quando il Padrone entrò in camera da letto la schiava era a pancia in su con le gambe aperte, come aveva chiesto lui.
“No, no, no troietta, tieniti le ginocchia con le mani, spalancale le gambe, voglio vederti la fica aperta e devo vedere anche il tuo buco del culo”. La schiava eseguì, il Padrone si avvicinò e le allargò ulteriormente le gambe.
“Ora offrimi la tua passera””Padrone, ecco la sua nuova passera, la usi come meglio crede”
“Oh puoi fare molto di meglio schiava” disse avvicinando la faccia all’orefizio.
“Padrone la prego, prenda la mia figa come dono, ne faccia quello che vuole, è sua” Sentiva il vicino annusargliela, si sentiva in tremendo imbarazzo, poi iniziò a sentire la lingua che si insinuava tra le sue cosce. Trattenne un brivido di piacere e lasciò che esplorasse ogni piega del suo sesso.
Dopo una lunga leccata si staccò e la penetrò nella posizione del missionario. La baciò, a lungo, con la lingua, lei sentiva il sapore della sua vagina in bocca. Era davvero troppo eccitata. Il Padrone non era più bravo di suo marito a scoparla, ma la situazione la stava mandando fuori di testa.
Il Padrone si accorse che la schiava stava godendo parecchio e iniziò ad alternare i colpi a piccole torture come morsi sui capezzoli per finire con un dito nel culo. Appena appoggiò il polpastrello allo sfintere la ragazza mostrò di gradire la sorpresa. Quando lo penetrò venne praticamente all’istante. Sentiva le pareti della vagina che si contraevano e che mungevano il suo cazzo. Venne anche lui, dentro alla sua nuova proprietà.
Si staccò dalla schiava, lei non si mosse, era troppo imbarazzata per essere venuta per la prima volta non con suo marito e in quel modo. Il Padrone la osservò, continuava a ostentare la sua figa, fradicia di umori di entrami. Mise un dito all’interno. Era rovente, ne raccolse dello sperma e lo portò alla bocca della schiava che, in estasi per l’orgasmo appena raggiunto aprì e bevve tutto.
“Vieni, siamo in ritardo per le foto” e costrinse la schiava a scendere dal letto e, a quattro zampe, dirigersi nuovamente in sala. La osservò muoversi da dietro. La posizione e il movimento facevano uscire la sborra dalla figa che rigava le sue belle gambe, sarebbero venute delle foto fantastiche.
“Di solito faccio le foto prima di scoparmi le schiave, oggi ho fatto un eccezione. Dovremmo comunque farne altre con la figa “asciutta”” Disse il Padrone.
Arrivati in sala iniziò a fare le foto, prima in posizioni classiche di presentazione e poi, man mano che passava il tempo, sempre più oscene.
Soddisfatto del numero di pose ottenute mandò la schiava a cucinare mentre lui andò a stampare le foto migliori da mettere nel suo fascicolo.
Tornato in cucina si meravigliò di trovare tutto pronto, con la schiava che attendeva. La fece mettere in ginocchio e le mostrò il suo fascicolo. Era così umiliante vedere le sue foto, così terribilmente esposta, eppure si scoprì nuovamente eccitata.
A fianco delle foto riuscì a leggere degli appunti del Padrone relativi alle sue zone erogene, alle sue reazioni e a futuri utilizzi di parti del suo corpo.
“Avrai fame, il pomeriggio sarà lungo per te, meglio se mangi qualcosa” Mise un po’ di pane in una ciotola, spezzettò, lo bagnò con dell’acqua, ci sputò dentro e lo mise in terra vicino a lui. Lei capì subito che si trattava del suo pranzo e si tuffò con la faccia nella ciotola a mangiare. Il Padrone si stupì di tanta devozione e iniziò a carezzare il culo della sua cagna mentre mangiava.
Ben presto le mani del Padrone si spostarono nuovamente sul sesso della schiava che, di sua spontanea iniziativa si mise nella posizione più comoda per facilitare il ditalino. Finito il pasto della schiava e, entrambi eccitati, il Padrone fece spostare la troietta sotto al tavolo per un lavoretto di bocca mentre mangiava la frutta. La schiava sentiva il suo sapore sul cazzo del Padrone e questa cosa le piaceva da morire, era pronta per il pomeriggio, lo voleva, aveva capito di aver fatto la scelta giusta!
Le fantasie sono fatte per essere vissute.
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