Qualsiasi riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
Il Padrone avrebbe voluto venirle in bocca e farla ingoiare ma non volle forzare la mano già la prima volta, le sborrò in faccia e le consentì di andare a lavarsi in bagno. Aspettò che tornasse per dirle che le avrebbe insegnato lui come si fanno i pompini, col tempo, lasciando intendere che non era soddisfatto dalla sua prestazione. Non poteva certo dirle che suo marito succhiava 10 volte meglio di lei.
Si prepararono e uscirono per andare all’appuntamento con F. Arrivarono al ristorante e si sedettero. Il Padrone ordinò per tutti e 3 senza nemmeno aspettare lo schiavo che aveva un leggero ritardo.
Quando arrivò si salutarono. F era un giovane ragazzo, di bell’aspetto e docile. Il Padrone lo aveva scelto per quel compito perchè non era troppo virile, era giovane, bello, aveva una buona esperienza e una totale dedizione per lui. Lo schiavo giusto con cui iniziare. Avrebbe potuto scegliere una schiava ma non voleva metterla a disagio con una persona del suo stesso sesso. Ci sarebbe stato tempo per quello.
A tavola lei era sulle nuvole, ripensava a quello che aveva appena fatto, pensava di aver tradito il marito, si sentiva in colpa ma allo stesso tempo la sua figa, nuovamente bagnata, la stava tradendo.
Il Padrone la riportò sulla terra. Stava facendo le reciproche presentazioni, breve la sua, molto più lunga quella di F. Poi passarono a parlare di come si sarebbe svolto il pomeriggio. Lei si meravigliò di come F lo chiamasse sempre Padrone, anche in pubblico e come era evidente lontano un miglio che era sottomesso a lui. Il suo corpo, l’atteggiamento, lo sguardo, tutto diceva “Schiavo del vicino”.
Il Padrone adesso stava parlando con lei, totalmente ignorando lui, come se non fosse seduto al tavolo con loro, anche se stava parlando proprio di lui.
“Allora, io direi che in casa lo fai spogliare, poi lo ispezioni, credo tu sappia come si fa, poi passiamo alla cinghia, vediamo quante dargliene, regge bene il ragazzo e infine strapon e te lo inculi, come ti sembra come programma? Ovviamente se qua e la vuoi aggiungere qualcosa, qualche calcio nelle palle, mollette… sentiti libera, ma direi di usare il programma che ti ho detto come filo conduttore”.
Lei era molto in imbarazzo, era chiaro che alla fine avrebbe dovuto se essere schiava o rinunciare a tutto, si vedeva lontano un miglio che non era portata per la dominazione. Rispose con un timido “si”, consumarono le loro insalate e si diressero verso casa.
Entrati in casa fecero subito spogliare lo schiavo, lo fecero mettere sul tavolo dove poco prima era stata ispezionata lei e iniziò l’ispezione. Lei non prese appunti ma vedere e sentire quel corpo nudo esposto e totalmente a sua disposizione la fece sentire potentissima. Iniziò accarezzandolo, all’inizio timidamente, incrociò lo sguardo del Padrone che le incitò a darsi da fare e iniziò una vera ispezione basandosi su quella subita da lei. Lo schiavo aveva un bel corpo e lei si godette ogni centimetro della sua pelle, quando finalmente arrivò tra le sue gambe il cazzo era già in tiro. Era un cazzo nella media ma faceva la sua porca figura. In 28 anni aveva visto solo quello del marito e ora, nel giro di poche ore ne aveva tenuti in mano altri due. Giocò un po’ con quel cazzo, lo scappellò e lo segò, le sembrava di avere in mano uno scettro e di essere la regina del mondo. Era eccitata come non mai, il Padrone le si avvicinò “umilialo dai, fagli leccare la tua mano sporca del suo cazzo” lei passo il palmo sulla cappella lucida di umori e la avvicinò alla bocca dello schiavo che diligentemente leccò, ripetè l’operazione altre due volte, le piaceva sentire la lingua dello schiavo sulla sua mano e la cappella calda che si sfregava sul suo palmo. “dai , passa al culo, osservalo per bene” e lei passò a quel bel culo, totalmente depilato, lo accarezzò, lo aprì, osservò quel fiorellino che si apriva alla tensione e, come avevano fatto con lei poco prima infilò dentro un dito. Scoprì che entrava perfettamente e osò inserendo un secondo dito, non andò oltre ma sentiva che quel culo era stato abbondantemente sfondato.
“Bene, ora che hai conosciuto il suo corpo è ora di scaldarlo” disse il vicino. Lo fece scendere dal tavolo e, sempre a 4 zampe lo portò al centro della stanza, si assentò un attimo e tornò con una cinghia e un gatto a nove code. “Divertiti”. Lei inizò con la cinghia ma era troppo timida, nonostante gli incitamenti del Padrone non riusciva a colpire con la dovuta forza. Il Padrone la interruppe, prese in mano la cinghia e diede 10 cinghiate allo schiavo. Immediatamente il suo culo diventò a strisce rosse. “Vai avanti tu”. Lei si impegnò a fondo e riuscì a dare qualche colpo ben assestato. Il Padrone fece poi girare lo schiavo a pancia in su e le disse di dargli 5 cinghiate sulle palle. Fece chiedere allo schiavo le cinghiate e lui implorò la sua Padrona perchè le colpisse i coglioni esposti. Non si fece pregare e lo colpì con i 5 colpi pattuiti.
Come da piano del Padrone ora toccava al culo dello schiavo. Il vicino portò uno strapon e lo fece mettere alla ragazza. Si avvicinò allo schiavo e gli unse l’ano. Poi invitò lei a entrare. Il cazzo di gomma entrò facilmente e lei, molto impacciatamente prese a scoparselo. Il Padrone ordinò allo schiavo di segarsi mentre veniva sodomizzato e dopo poco venne per terra. Nuovamente il Padrone chiese a lei se voleva nutrire lo schiavo col suo stesso seme. Lei si staccò dal suo culo, raccolse da terra con le dita la sborra e la diede da mangiare allo schiavo che mostrò di gradire parecchio.
“Adesso che sei soddisfatto vattene” disse a F.
Lo schiavo si rivestì, salutò e se ne andò.
Il Padrone si rimise in poltrona. Era ora di mandare via anche lei perchè di li a poco sarebbe arrivato il marito per il “saluto” serale.
“Bene, spero tu ti sia divertita in questa giornata e che ora abbia tutti i dati per prendere una decisione. Adesso vai a casa e domani, se vuoi proseguire col BDSM, torna con una risposta, se no non tornare più”.
La schiava si sistemò, ringraziò e tornò a casa sua.
Le fantasie sono fatte per essere vissute.
Se questo racconto ha acceso i tuoi desideri, non fermarti alla semplice lettura. Fai il primo passo nel mondo reale: trova partner affini ed esplora le tue dinamiche su NodoNero.
🔥 Inserisci il tuo Annuncio, è gratis!Hai riconosciuto questo racconto come tuo e non hai autorizzato la pubblicazione?
Segnalacelo subito qui