Qualsiasi riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
“Bene schiava iniziamo. Intanto parliamo di questa giornata, stamattina fino alle 12.30 proverai ad essere una schiava, poi andremo a pranzo insieme, ci raggiungerà F, uno schiavo giovane con sufficiente esperienza, faremo conoscenza al ristorante e poi nel pomeriggio lo sottometterai sotto alla mia supervisione. Stasera sapremo se sei una stronzetta sadica o una puttanella sottomessa. O, ma non penso che arriveremo a questa conclusione, se il mondo del BDSM non fa per te.
Sei comoda?”La schiava guardava il Padrone nuda in ginocchio davanti a lui. Non era evidentemente comoda ma rispose lo stesso di si.
“Si, Padrone, riproviamo, sei comoda?”
“Si Padrone”.
“Ottimo perchè ho molte cose da dirti, per prima cosa, se diventerai la mia schiava dovrai far sparire quello schifo di peluria che hai sulla figa. Cazzo, non è ne depilata ne pelosa, come puoi girare con la figa in quelle condizioni?” La schiava si vergognava, non aveva mai badato alla sua estetica intima e ora si stava amaramente pentendo. Comunque sia, schiava o Padrona, uscita di li sarebbe andata da un’estetista.”Andiamo avanti. Se diventerai mia avrai diritto alla tua lettera dell’alfabeto, stamattina ti chiamerai cagna. Ora ti farò un po’ di domande per conoscerti meglio e poi faremo l’ispezione, tutti gli schiavi vengono ispezionati, il Padrone deve conoscere tutti i loro lati nascosti.”
Così facendo il vicino iniziò a fare mille domande alla giovane in ginocchio davanti a lui segnando le risposte su un questionario. Le risposte alle domande personali erano molto in linea con quelle del marito, mentre alle domande sulle esperienze passate i “SI” si potevano contare sulle dita della mano. Man mano che la schiava rispondeva NO alle domande del Padrone più questi diventava ironico sulla vita sessuale della ragazza.
Finito il lungo interrogatorio comunicò che, se fosse diventata una schiava quei fogli sarebbero stati archiviati insieme a una foto della schiava nuda, altrimenti sarebbero stati stracciati.
Chiese allora se la schiava aveva domande da fare. Ne aveva parecchie ma le uniche che riuscì a formulare erano richieste sulla privacy e su suo marito. La rassicurò dicendo che quello che succedeva li sarebbe rimasto in quelle stanze. Sorrise pensando che lei si preoccupava per il marito mentre quello si faceva tranquillamente sodomizzare e beveva quotidianamente sperma tra quelle 4 mura.
Ora iniziamo l’ispezione vai a metterti a 4 zampe sul tavolo della sala, muoviti.
La ragazza eseguì e il Padrone le girò parecchie volte intorno per ammirare quel corpo giovane, piccolo ma ben proporzionato. Pensò che sebbene adorava sottomettere gli uomini per quel pizzico di umiliazione in più che provavano ad inginocchiarsi davanti a un cazzo, la figa era sempre la figa. Il corpo di una donna era più bello, proporzionato, attraente. Per un attimo gli balenò in testa l’idea che, se si giocava bene le sue carte, avrebbe avuto presto una coppia al suo servizio.
Si avvicinò a quel corpo a 4 zampe e iniziò l’ispezione, era bella, calda, si prese il suo tempo per godersi ogni parte del suo corpo, annotando poi le sensazioni, le particolarità, la consistenza, i profumi sulla scheda della schiava.
Per ultimo si tenne gli “interni”, iniziò dalla bocca, poi la figa, fradicia e infine, aiutandosi con i copiosi umori vaginali un dito in culo, inviolato.
Lei stava davvero godendo come una troia, il Padrone pensò che sarebbe stato quasi inutile il pomeriggio ma, giusto metterla davanti all’evidenza che era una troia sottomessa.
Guardò l’orologio 11.45. Ancora troppo presto per l’incontro con F, la fece scendere, la riportò in ginocchio davanti al divano, tirò fuori il cazzo e si sedette. “Troviamo il modo di far passere il tempo fino al nostro appuntamento”. La schiava non se lo fece dire due volte e si tuffò a ingoiare quel cazzo che ormai da diversi minuti stava anelando.
Le fantasie sono fatte per essere vissute.
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