L’Attrito del Dovere

Racconto

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Stai leggendo il racconto "L’Attrito del Dovere", capitolo 11 di 13 della serie "Momento no...".
Disclaimer: I racconti presenti in questa sezione sono opere di pura fantasia scritte dagli utenti.
Qualsiasi riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.

Il pranzo fu un rito silenzioso. Mangiai accucciato ai suoi piedi, nudo, sentendo ancora il sapore ferroso della sborrata collettiva della mattina che mi impastava la gola. Master Key consumò il pasto con una calma olimpica, osservandomi ogni tanto con quella punta di orgoglio che si riserva a un cavallo di razza appena domato. Ma le sue parole di prima — “non sarà altrettanto divertente” — ronzavano nella mia testa come un avvertimento elettrico.

Appena finito di mangiare, non mi concesse di sparecchiare. «Lascia tutto così, S. Oggi la tua bocca ha lavorato per il piacere. Ora lavorerà per la disciplina».

Mi condusse nel corridoio, dove mi ordinò di inginocchiarmi davanti a un secchio pieno di acqua gelida e candeggina. Accanto al secchio, una spazzola di saggina dalle setole durissime. Mi indicò il pavimento in marmo che portava fino alla sala delle torture. «Voglio che brilli. Ma non userai le mani. Spostati a quattro zampe, tieni la spazzola tra i denti e strofina finché non vedrai il tuo riflesso. Se la spazzola cade, o se usi le mani per raddrizzarla, sai cosa ti aspetta».

Iniziai. La spazzola era pesante e il sapore del legno e delle setole aspre mi graffiava le gengive, già provate dalle ore di pompini. Mi muovevo lentamente, oscillando la testa con forza per dare ritmo alla spazzolata. Il bruciore alle mascelle divenne presto un dolore lancinante, un crampo continuo che mi faceva colare la bava mista a candeggina sul marmo. Master Key mi camminava accanto, ogni tanto calpestando con le scarpe lucide il tratto che avevo appena pulito. «Rifallo. C’è una macchia».

Andai avanti per tre ore. Ero un automa. La mia mente si era staccata dal corpo, rifugiandosi in un luogo dove esisteva solo il rumore delle setole sul marmo. Quando finalmente arrivai in fondo alla sala, ero distrutto. Sputai la spazzola, le gengive sanguinanti, e rimasi immobile, con la faccia contro il pavimento freddo.

«Bravo schiavo. Ora, l’ultima prova di resistenza».

Mi fece rialzare e mi condusse alla croce di Sant’Andrea. Mi legò con una precisione chirurgica: braccia e gambe totalmente divaricate, il bacino spinto in avanti da un cuscino rigido posizionato dietro la schiena. Ero una stella di carne tesa, esposta, indifesa. Tirò fuori dalla tasca un flacone che non avevo mai visto. Non era olio. Era una soluzione urticante, una crema che serviva a sensibilizzare i nervi fino allo spasmo. La spalmò generosamente sul mio ano, già dilatato dalle sessioni precedenti, e poi sul mio cazzo rinchiuso nella gabbietta.

In pochi secondi, l’inferno si scatenò sulla mia pelle. Non era dolore, era un incendio. Ogni poro sembrava urlare. Mi contorcevo nelle corde, i muscoli guizzavano sotto la pelle lucida, ma non potevo chiudere le gambe, non potevo proteggermi. Master Key si sedette davanti a me, accese un sigaro e iniziò a parlarmi del mio valore.

«Vedi, S, uno schiavo completo deve saper abitare il dolore come se fosse la sua casa. Devi imparare a non combatterlo. Accoglilo».

Mentre parlava, iniziò a colpirmi. Non con la cinghia, ma con piccoli schiaffi ritmici, proprio lì dove la crema bruciava di più. Ogni colpo era una scarica elettrica che risaliva fino al cervello. Andò avanti per un tempo indefinito, finché il bruciore non divenne una sorta di estasi distorta. In quel momento, mentre ero crocifisso e in fiamme, capii che la mia trasformazione era quasi ultimata. Non ero più un uomo che soffriva; ero la sofferenza stessa, trasformata in devozione.

«Domani sarà l’ultimo giorno», disse spegnendo il sigaro. «Verrà a trovarti il tuo nuovo Padrone. Ti ho venduto, S. Sei stato acquistato da un uomo che saprà apprezzare ogni singola cicatrice e ogni singola abilità che ti ho dato. Stanotte dormirai qui, legato. Voglio che arrivi al suo cospetto affamato e totalmente svuotato di ogni volontà».

Mi lasciò lì, nell’oscurità della sala, con la pelle che pulsava e il cuore che batteva all’impazzata. Ero stato venduto. Ero una merce preziosa, certificata Master Key. E la cosa più incredibile era che, nonostante il dolore e l’incendio tra le gambe, l’unica cosa che provavo era un’immensa, spaventosa gratitudine.

Le fantasie sono fatte per essere vissute.

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📚 Dettagli Serie

Momento no...
Capitoli: 13
Lettura Totale: 43 min
Viste Totali: 👁️ 558
Piace a: ❤️ 0
Iniziata il: 20 Marzo 2026

Dettagli Racconto

Pubblicato: 22 Marzo 2026
Modificato: 22 Marzo 2026
Lettura: 4 min
Viste: 👁️ 37
Piace a: ❤️ 0
Commenti: 💬 0
Generi:
Dominazione & BDSM, Gay
Tag:
Bondage, Dark Erotica, Degradazione, Extreme, Umiliazione

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