Il Sommelier del Seme

Racconto

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Stai leggendo il racconto "Il Sommelier del Seme", capitolo 10 di 13 della serie "Momento no...".
Disclaimer: I racconti presenti in questa sezione sono opere di pura fantasia scritte dagli utenti.
Qualsiasi riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.

Sabato mattina, ore 10:00. L’aria nel salone di Master Key è già satura di un’elettricità diversa. Non c’è più la solennità del fisting; oggi l’atmosfera è quella di una catena di montaggio. Il Padrone è chiaro: non sono lì per godere, ma per diventare un’eccellenza nel servizio. «Devi imparare a riconoscere i cazzi. Devi percepire cosa vuole la carne prima ancora che il proprietario lo sappia».

L’arrivo di I è solo l’inizio. Lo succhio mentre è ancora moscio, sentendo la vita tornare nel tessuto spugnoso sotto la mia lingua. Ingoio la prima sborrata come se fosse acqua, ma il Padrone non mi concede pause. Ne arrivano altri. Cazzi lunghi, ricurvi, larghi, giovani e maturi. Sedici volte la mia gola si apre; sedici volte il sapore caldo e salato dello sperma invade il mio palato. Imparo a leggere le contrazioni dei bacini, a capire quando spingere la lingua sul filetto o quando avvolgere i testicoli per strappare quel gemito finale. Alla fine della giornata, le mie mascelle sono un unico blocco di dolore, ma la mia mente è un archivio di forme e sapori.

Domenica mattina. Il livello si alza. Master Key mi benda, privandomi dell’unico senso che mi lega ancora alla mia identità. Sono solo una bocca nel buio. Tre schiavi — M, S e Q — si alternano tra le mie labbra. «Prenditi il tuo tempo. Memorizzali».

Esploro ogni ruga dello scroto, la consistenza della pelle, la curvatura della corona. Quando Master Key inizia il test, la mia lingua riconosce subito l’inganno. Sente la punta più affilata di S, la lunghezza prepotente di Q, la dolcezza liquida del seme di M. Quando indovino i proprietari leccando i piattini, il commento del Padrone — “Una grande puttana succhiacazzi” — risuona come un’investitura. Le risate degli altri schiavi non mi offendono; sono il rumore di fondo della mia nuova funzione.

Il culmine arriva con la gestione multipla. Tre cazzi contemporaneamente: due nelle mani, uno in gola, in un incastro frenetico di pelle e saliva. Quando arrivano alla sborrata collettiva, la mia bocca diventa un calice strabordante. Ingoio il mix di tre uomini diversi, sentendo i fiotti scontrarsi contro le pareti della gola. Sono svuotato di ogni pretesa umana.

Mentre preparo il pranzo in cucina, nudo e ancora sporco dei resti della mattinata, Master Key mi osserva dalla soglia. Il suo sguardo è cambiato; c’è una soddisfazione cupa in lui. «Preparati per il pomeriggio. Non sarà altrettanto divertente».

Quelle parole gelano il calore che avevo ancora addosso. Se la mattina è stata dedicata al “piacere” del servizio, il pomeriggio promette di essere dedicato alla resistenza pura. Mentre affetto le verdure con le mani che ancora tremano per aver stretto sedici cazzi, capisco che il Padrone ha appena finito di lucidare lo strumento. Ora ha intenzione di usarlo fino a testarne il punto di rottura.

Le fantasie sono fatte per essere vissute.

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📚 Dettagli Serie

Momento no...
Capitoli: 13
Lettura Totale: 43 min
Viste Totali: 👁️ 568
Piace a: ❤️ 0
Iniziata il: 20 Marzo 2026

Dettagli Racconto

Pubblicato: 22 Marzo 2026
Modificato: 22 Marzo 2026
Lettura: 3 min
Viste: 👁️ 51
Piace a: ❤️ 0
Commenti: 💬 0
Generi:
Dominazione & BDSM, Gay
Tag:
Bondage, Dark Erotica, Degradazione, Orgasm Denial, Umiliazione

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