Obbedienza

Racconto

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Stai leggendo il racconto "Obbedienza", capitolo 11 di 12 della serie "Obbedienza".
Disclaimer: I racconti presenti in questa sezione sono opere di pura fantasia scritte dagli utenti.
Qualsiasi riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.

L’ordine di Silvio arrivò nel tardo pomeriggio, una notifica secca che non ammetteva repliche. “Ho trovato chi si occuperà di te stasera,” scrisse il Padrone, allegando un indirizzo in una zona industriale desolata. “È un ragazzo che non ha tempo per le tue crisi d’identità da manager. Per lui sei solo un buco da testare, una bocca da riempire. Vai lì, spogliati e ubbidisci a ogni sua parola. Se fallisci con lui, hai chiuso con me.” Il ricatto morale era l’ultima spinta necessaria: Fabio guidò verso la periferia con il cuore che gli esplodeva nel petto, sentendosi come un condannato che corre verso il proprio boia per accelerare l’esecuzione, conscio che il suo corpo non gli apparteneva più.

L’appartamento in cui fu fatto entrare odorava di sigarette, cuoio e un testosterone aggressivo che saturava l’aria, rendendo il respiro affannoso. Il ragazzo che gli aprì la porta era l’antitesi di Fabio: trenta anni, muscoli compatti e nervosi definiti da una disciplina feroce, vestito solo di un paio di jeans e un harness di pelle nera che gli cingeva il petto. Non ci furono saluti, né preamboli di cortesia. “Spogliati, troia. Fammi vedere questa merce di lusso che devo sverginare,” ordinò con una voce roca che non ammetteva repliche. Fabio ubbidì, sfilando la giacca e la camicia mentre il ragazzo lo derideva: “Guarda come trema questo signorino… ti senti umiliato a farti guardare così da uno come me, eh? Sei solo carne vecchia che cerca un padrone.” Gettò i suoi abiti in un angolo, restando nudo e vulnerabile sotto lo sguardo rapace del predatore. Senza preavviso, una mano pesante si abbatté sulla sua nuca, spingendolo violentemente in ginocchio. “Giù. Inizia a pulirmi i piedi. La tua bocca serve a questo.” Fabio affondò il viso contro la pelle dei piedi del ragazzo, leccando e baciando con una foga servile, sentendo il sapore acre di sale e polvere, mentre gli insulti gli piovevano addosso come pietre: “Guardati, un dirigente che striscia come un verme. Ti piace il sapore del mio sudore? Sei una patetica cagna. Sei solo un contenitore per la mia sborra, una puttana che non merita nemmeno di guardarmi in faccia.”

Il ragazzo decise di passare alla carne, ma la sua brutalità superava la capacità di accoglienza di Fabio. Quando tentò di penetrarlo con un impeto selvaggio, il suo sesso, troppo grosso e spietato, si scontrò con la resistenza involontaria dei tessuti di Fabio, che gemette di dolore puro, le lacrime che gli rigavano il volto arrossato. “Cazzo, sei inutile! Nemmeno un buco decente sei capace di offrire,” ringhiò il giovane, spazientito dalla fragilità di quell’uomo maturo. “Ti credi speciale perché hai i soldi? Qui sei solo una troia difettosa.” Invece di insistere, gli afferrò le natiche con una presa che lasciò lividi istantanei e gli infilò un pollice nel culo, iniziando a stantuffarlo con movimenti ritmici, profondi e dolorosi per “allargare la proprietà”, mentre con l’altra mano gli premeva la testa contro il proprio cazzo, costringendolo a un bocchino profondo e soffocante che gli toglieva il respiro. “Ingoia tutto, schiavo. Fammi sentire quanto sei disperato di servire.” Poi, con un sadismo calcolato, si fermò bruscamente, lasciando il pollice conficcato dentro di lui. ” Muovi il culo sul mio dito, cagna. Voglio vederti lavorare come una puttana per il mio piacere.” Fabio, inebetito dalla vergogna e dal dolore sordo, iniziò a muovere il bacino contro la mano del ragazzo, assecondando quel ritmo umiliante con spinte goffe e disperate, mentre il ragazzo rideva: “Sì, muoviti così, cagna di Silvio! Sei solo un giocattolo rotto che prova a compiacermi.”

L’orgasmo del ragazzo arrivò improvviso, come una scarica elettrica. Con uno strattone brutale ai capelli, tirò fuori il cazzo dalla bocca di Fabio e gli venne addosso, inondandogli la faccia, gli occhi e il petto di una sborra calda e densa che gli appannò la vista e gli sporcò i peli del torace. “Ecco il tuo premio, troia.” Il ragazzo non cercò un asciugamano; con un gesto di supremo disprezzo afferrò la camicia di seta di Fabio dal mucchio di vestiti e la usò con noncuranza per strofinare il viso dell’uomo, rimuovendo la propria sborra con la stoffa pregiata ormai irrimediabilmente rovinata e intrisa di umori. “Guarda la tua bella camicia… ora vale quanto te: niente.” Poi, con la stessa camicia da centinaia di euro, si pulì accuratamente il cazzo prima di gettarla umida e appallottolata sulla faccia di Fabio. Il padrone temporaneo si sedette su una sedia, allargando le gambe e osservando Fabio che restava nudo, sporco e in ginocchio ai suoi piedi, ridotto a un trofeo abbattuto. “Fatti una sega. Voglio vedere quanto sei eccitato dal fatto di essere stato trattato come una cagna,” ordinò, accendendosi una sigaretta e soffiandogli il fumo in faccia. “Fammi vedere come gode una puttana come te.” Fabio iniziò a toccarsi con gesti frenetici, il respiro rotto dai singhiozzi di piacere e degradazione, lo sguardo fisso sul pavimento. Ma proprio quando il piacere stava per travolgerlo, quando era a un secondo dall’eiaculare, le mani forti del ragazzo gli bloccarono i polsi con una morsa d’acciaio. “No. Non hai il diritto di godere,” sibilò con un sorriso crudele, rovinandogli l’orgasmo e lasciandolo in uno stato di tensione dolorosa e insoddisfatta che gli faceva bruciare le viscere. “Adesso finisci di leccarmi i piedi, e ringraziami per averti usato. Poi rivestiti e torna dal tuo Padrone. Digli che sei una proprietà difettosa, una merce scadente che sa solo pulire bene.” Fabio, svuotato di ogni residuo di dignità e ancora scosso dai brividi della negazione, continuò il suo compito servile nell’ombra di quella stanza, leccando la pelle del suo aguzzino, sapendo che la sua autorità di un tempo era stata definitivamente sepolta sotto ai piedi di un ragazzo.

Le fantasie sono fatte per essere vissute.

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📚 Dettagli Serie

Obbedienza
Capitoli: 12
Lettura Totale: 79 min
Viste Totali: 👁️ 381
Piace a: ❤️ 1
Iniziata il: 5 Aprile 2026

Dettagli Racconto

Pubblicato: 6 Aprile 2026
Modificato: 6 Aprile 2026
Lettura: 5 min
Viste: 👁️ 26
Piace a: ❤️ 0
Commenti: 💬 0
Generi:
Dominazione & BDSM
Tag:
Bondage, Dark Erotica, Degradazione, Maledom, Umiliazione

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