La Stanza 7

Racconto

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Stai leggendo il racconto "La Stanza 7", capitolo 2 di 2 della serie "La coppia".
Disclaimer: I racconti presenti in questa sezione sono opere di pura fantasia scritte dagli utenti.
Qualsiasi riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.

La porta si è aperta su un’atmosfera sospesa. Erano lì, entrambi. Mi hanno accolto con una cordialità che strideva con il motivo per cui mi trovavo in quel Motel. Mi hanno fatto accomodare sul divano, sedendosi ai miei lati, e per un attimo il silenzio è stato interrotto solo dal rumore del ghiaccio nei bicchieri. Mi studiavano. I loro occhi si sono incrociati sopra la mia testa in un tacito segnale d’assenso: la merce era conforme alle aspettative.

Ero teso, le spalle rigide, ma loro sapevano come smontare la mia resistenza. Mentre lui continuava a parlare del più e del meno, la mano di lei è scivolata sul mio cavallo. Ha iniziato a massaggiarmi con una pressione lenta, costante, possessiva.

Lui ha preso le redini dell’interrogatorio. “Hai mai toccato un uomo? Ti eccita l’idea?” Mentre balbettavo risposte incerte, lei mi ha slacciato i pantaloni. Sentire le sue dita infilarsi nei boxer mentre sostenevo lo sguardo di lui era un corto circuito mentale. Parlavo con un uomo della mia sottomissione mentre la sua donna mi portava all’erezione. Era umiliante. Era perfetto.

“Spogliati,” hanno ordinato all’unisono. Sono rimasto nudo davanti a loro, ancora vestiti, un oggetto esposto al loro giudizio. Lei si è calata tra le mie gambe per un pompino lento e tecnico, mentre lui continuava a incalzarmi con le domande. Non voleva solo risposte, voleva sentire la mia eccitazione nella voce. In quell’estasi sensoriale, non mi sono accorto che anche lui si era liberato.

Ha guidato la mia mano verso il suo cazzo. Il calore di quella carne sconosciuta mi ha dato una scossa elettrica; era duro, marmoreo. Sotto la sua guida, ho iniziato a muovere la mano sull’asta, un ritmo sincopato mentre lei continuava a lavorare su di me. Non ero mai stato così diviso, così usato.

Poi, la sua mano ha premuto sulla mia nuca, spingendomi verso il suo inguine. Non ho opposto resistenza. L’ho preso in bocca con una fame che non sapevo di possedere, assaporando l’essenza di quell’uomo mentre lei faceva lo stesso con me.

Il ritmo è accelerato bruscamente. Lei si è alzata, ha scavalcato le mie gambe e si è calata su di me. La sua fica era una fornace, fradicia di desiderio. Ha iniziato a cavalcarmi con ferocia, mentre lui mi spingeva il cazzo in gola fino a farmi lacrimare gli occhi. Sopra di me, si baciavano, scambiandosi i respiri e i sapori, mentre io ero solo lo strumento del loro piacere condiviso.

L’estasi è stata troppo forte. Sono venuto dentro di lei senza controllo. Si sono fermati all’istante. Il clima nella stanza è gelato. “Avresti dovuto avvertire,” ha sibilato lui. Ho provato a giustificarmi, a dire che ero bloccato, ma la sua sberla mi ha spento le parole in bocca. Il dolore è stato un richiamo all’ordine.

“Pulisci. Ora.” Mi sono messo a quattro zampe, la faccia tra le gambe di lei, leccando via ogni traccia del mio seme con la dedizione di un animale. Mentre ero occupato a cancellare il mio errore, ho sentito le dita di lui dietro di me. Stava lubrificando il mio buco, preparandolo all’invasione. La paura è durata un secondo, sommersa da una nuova ondata di eccitazione.

Ho sentito la punta della sua cappella premere contro la mia rosellina, poi un colpo secco. Mi ha aperto in due. Il grido è rimasto strozzato contro la fica di lei, che premeva sulla mia bocca. Il dolore iniziale si è trasformato in un godimento viscerale, profondo, mentre lui iniziava a pompare dentro di me, usandomi come uno spiedo. Bevevo i miei stessi umori dalla pelle di lei, mentre lui mi marchiava da dietro. Sono venuti insieme: lei nella mia bocca, lui dentro le mie viscere.

La pulizia finale è stata un rito di sottomissione assoluta. Ho leccato il cazzo di lui finché non è tornato pulito, mentre lei, con una naturalezza disarmante, beveva il seme del suo uomo direttamente dal mio ano.

Poi, come se nulla fosse successo, sono tornati i due padroni di casa cordiali dell’inizio. Mi hanno permesso una doccia veloce e mi hanno congedato sulla porta. “Abbiamo il tuo numero. Ti contatteremo.”

Sono passati anni. Sto ancora aspettando che quel telefono squilli, con il sapore di quella stanza ancora vivo sotto la lingua.

Le fantasie sono fatte per essere vissute.

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📚 Dettagli Serie

La coppia
Capitoli: 2
Lettura Totale: 7 min
Viste Totali: 👁️ 108
Piace a: ❤️ 2
Iniziata il: 12 Marzo 2026

Dettagli Racconto

Pubblicato: 12 Marzo 2026
Modificato: 12 Marzo 2026
Lettura: 4 min
Viste: 👁️ 42
Piace a: ❤️ 1
Commenti: 💬 0
Generi:
Dominazione & BDSM, Tradimenti & Cuckold
Tag:
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