Visitina

Racconto

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Disclaimer: I racconti presenti in questa sezione sono opere di pura fantasia scritte dagli utenti.
Qualsiasi riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.

“Buongiorno Signorina, si accomodi, grazie per aver accettato di fare da cavia per il nostro studio sul comportamento umano in determinate circostanze stressanti. Oggi inizieremo una serie di esami che dovranno essere ripetuti necessariamente ogni mese per valutare i progressi fatti da lei e dal suo corpo”.
“Buongiorno Dottore”
“Bene, ora firmi questo foglio in cui dichiara di essere a conoscenza di prestare il suo corpo alla scienza e poi vada a spogliarsi dietro al paravento. Tenga solo le mutandine”
“Va bene Dottore”
Valentina esegue le richieste del Dottore e torna indossando solo le mutandine coprendosi il seno con le mani.
“Si fermi pure li, gentilmente tolga le mani dai seni, non è la situazione in cui si può essere timidi”
Valentina tolse le mani mentre il Dottore si alzò per esaminare il suo corpo. Dopo due giri intorno chiese alla paziente di mettere le mani dietro alla testa e iniziò a toccarla per valutare la morbidezza della pelle.
Segnò alcuni dati su una cartella clinica e tornò dalla paziente. “Ora devo fare una attenta ispezione del suo corpo e segnare tutto sulla sua scheda” Seguì una attenta e scrupolosa analisi di tutto il corpo, fatta di misurazioni fatte con vari strumenti, palpazioni e appunti presi sulla scheda.
Tutto il corpo di Valentina venne accuratamente controllato, Dai piedi che vennero misurati e guardati per bene, ai seni, palpati, soppesati, con particolare attenzione ai capezzoli. Anche la bocca di Valentina venne controllata accuratamente, lingua compresa.
Tutti i dati venivano poi meticolosamente riportati sulla scheda che ormai stava diventando un papiro.
“Per cortesia ora si pieghi in avanti e appoggi i gomiti sulla mia scrivania” Valentina eseguì e il Dottore senza chiedere permesso abbassò alle ginocchia le mutandine allargando con il ginocchio le gambe della paziente. In quella posizione rimaneva poco da immaginare e quel poco diventò subito realtà quando il dottore allargò con le mani le natiche liberando alla vista entrambi i buchi. Il Dottore appoggiò un dito sull’ano per valutarne l’elasticità e poi allargò con due dita le grandi labbra passandone poi uno in mezzo ritirandolo bagnato.
Subito segnò sulla scheda una nota mormorando tra se “La paziente reagisce alla visita bagnandosi…”
“Si alzi signorina” Valentina riprese una posizione eretta e cercò di tirarsi su le mutandine. Il Dottore le mandò uno sguardo infuocato.
“Faremo ora una piccola anamnesi, servirà per capire meglio le sue abitudini, è fondamentale per lo studio. La prego di rimanere in quella posizione con le mani dietro alla testa”. Valentina fu così costretta a rispondere a una infinità di domande imbarazzanti sulle sue abitudini sessuali, sulle sue esperienze, sulle sue fantasie mantenendo quella posizione completamente esposta in piedi davanti al Dottore che la metteva più a nudo di quanto già lo fosse.
“Bene, finita l’anamnesi passeremo a un esame interno, si sdrai sul lettino” Valentina eseguì, il Dottore le fece mettere i piedi nelle staffe e lei si trovò l’uomo tra le sue gambe. Iniziò con un esame vaginale esterno. Valutò le labbra, le aprì, guardò il clitoride, lo stimolò con le dita facendolo crescere e poi iniziò a inserire prima uno, poi due e infine tre dita all’interno della vagina della paziente. “Non serve nemmeno il lubrificante” rise il Dottore in modo poco professionale alludendo agli umori che avevano reso quel buco facilmente esplorabile.
“Passiamo al buco posteriore” il Dottore nuovamente valutò l’elasticità esterna per poi forzare quel forellino. Valentina aveva ammesso durante l’anamnesi di non essere vergine e, anzi, di apprezzare il sesso anale, ma il Dottore lo trovò comunque bello elastico e stretto faticando abbastanza a inserire anche una secondo dito all’interno. “No, così faccio fatica, per cortesia si giri in ginocchio, tenga sollevato il sedere e la faccia sul lettino, mi dia un aiuto, con le mani tenga aperte bene le natiche”. In quella scomoda posizione senti un liquido scorrerle tra le chiappe e le dita del Dottore che, ora si, entravano senza problemi all’interno del suo ano. Dita che ora entravano e uscivano, giravano dentro al buchetto simulando un rapporto, Valentina non potè fare a meno di gemere ma subito il Dottore la riportò con i piedi per terra facendola enormemente vergognare “Signorina si dia un contegno” disse continuando di fatto a scoparle il culo con le dita.
“Resti così” il Dottore si allontanò e uscì dalla stanza ritornando poco dopo con un’infermiera giovane. Valentina non si aspettava una seconda presenza, l’infermiera visibilmente abituata agli esami del Dottore non si scompose mentre lei stava bruciando dalla vergogna. Li, faccia a terra a mostrare a tutti le sue intimità. L’infermiera portava una peretta di acqua calda e camomilla. “Bene iniziamo il primo esame, ora le faremo questo piccolo clistere e vedremo quanto tempo riusciremo a tenerlo dentro. Il bagno è quella stanzetta li, vorrei però che lo tenga il più possibile. L’obiettivo è di imparare a tenerlo sempre di più ogni volta che ripeteremo i test. Farò partire il cronometro non appena la cannula uscirà dal suo ano.”. L’infermiera fece defluire l’acqua calda nell’intestino di Valentina e, estratta la peretta partì il cronometro. Valentina ora stava sul lettino a pancia in giù, l’infermiera lasciò la stanza mentre il Dottore si mise alla sua scrivania a segnare tutte le reazioni della paziente ai vari passaggi dello studio. Dopo 7 minuti e qualche secondo vide la paziente corre verso il bagno e stoppò il cronometro.
Al ritorno della paziente il Dottore la fece di nuovo distendere a pancia in su sul lettino. Bene ora faremo un piccolo test di resistenza al dolore. Così dicendo prese i due capezzoli tra le mani e iniziò un lento gioco di torsione e strizzamento osservando attentamente le reazioni della paziente e non fermandosi alle prime espressioni di vero dolore. Quando Valentina implorò di smettere il Dottore tolse le mani. “Bene abbiamo preparato per bene i capezzoli, ora vediamo quanto resisti” così dicendo applicò 2 morsetti e fece partire il cronometro. Gli occhi iniziarono a lacrimare e dopo pochissimo Valentina chiese di toglierli. Il Dottore, visibilmente insoddisfatto aspettò almeno un altro minuto prima di levarli. Segnò nuovamente il valore sulla scheda specificando che il minuto in più era stato aggiunto da lui e non dal “soggetto”.
“Non abbiamo finito, rimetta le gambe nelle staffe”. Nuovamente Valentina esponeva la sua vagina completamente al Dottore che questa volta ripetè l’esperimento delle mollette sulle grandi labbra con risultati ancora più deludenti. “Mi dispiace, dovremmo lavorare molto su questi aspetti, è evidente che non c’è una grande resistenza al dolore. Purtroppo non credo lei sia pronta per l’esperimento sul clitoride, dovremo aspettare le prossime volte ma vorrei che a casa si allenasse, le darò delle mollette che deve applicare con tempistiche progressivamente più lunghe su capezzoli e grandi labbra ogni giorno. I tempi sono troppo brevi, bisogna prolungarli di molto. Quando capezzoli e grandi labbra accetteranno questa piccola forma di dolore inizieremo anche con il clitoride. Si alzi ora”.
Valentina si mise di nuovo in piedi, il Dottore si chinò a cercare qualcosa in un cassetto e ne estrasse un dildo d’argento perfettamente liscio. “Bene, abbiamo quasi finito, ora testeremo l’elasticità anale, inserirò questo vibratore dentro di te e dovrai tenerlo dentro il più possibile, senza farlo cadere, valutiamo i tuoi muscoli”. Il Dottore inserì il dildo e fece partire il cronometro. Valentina nuovamente in piedi con le gambe larghe e le mani dietro alla testa faceva di tutto per tenere dentro quel pezzo di metallo ma un po’ il fatto che era ancora lubrificata dalle precedenti esplorazioni, un po’ la superficie molto liscia dell’oggetto fecero durare l’esperimento molto poco. Nuovamente il Dottore scosse la testa e riportò il tempo sulla scheda. “Non va bene nemmeno questo, deve allenare i suoi muscoli anali per le prossime visite. Aggiungerò alle mollette anche uno di questi” disse mostrando il dildo. “Abbiamo quasi finito, ora faremo l’esame delle urine” e diede a Valentina una provetta di quelle classiche. Valentina fece per andare in bagno a riempirla ma il Dottore la bloccò. “Eh no, troppe volte mi hanno fregato così, sfortunatamente non mi fido più delle pazienti, salga sulla scrivania davanti a me, si accucci, apra le gambe e riempia la provetta. Guai se mi schizza la scrivania, stia molto attenta”. Valentina eseguì e seppur in quella posizione estremamente umiliante a pochi centimetri dalla faccia del Dottore riempì la provetta senza farne cadere una goccia. Il Dottore si fece consegnare la provetta e valutò quantità, colore e profumo che annotò sulla scheda. “Le manderò al laboratorio per le analisi, ma prima ho bisogno di un riscontro sul sapore, per cortesia bevine un sorso”. Valentina lo guardò stralunata. “Bevine un sorso, muoviti”. Appoggiò le labbra e fece un piccolissimo sorso. “No, ho detto bevine un sorso, deve essere un esame fatto bene, non una cosa tanto per, forza!” Valentina ingoiò così una sorsata della sua urina. “Com”è? Amara? Dolce? Ha qualche sapore particolare?” La paziente era estremamente imbarazzata a dover parlare del sapore della sua pipì ma disse che non aveva un sapore particolare. Nuovamente il Dottore annotò tutto.
“Ok, ultima cosa, visto che è già in posizione sulla scrivania ora si masturbi e mi mostri come viene, mi raccomando, serve che questa sia una cosa molto fedele alla realtà per cui faccia come se io non ci fossi, come quando è da sola nella sua stanza”. Fosse facile per Valentina, per quanto si sforzasse a rendere la cosa il più “normale” possibile era pur sempre nuda a gambe aperte davanti a una persona conosciuta un paio di ore prima a fare una delle cose più private e personali possibili. L’eccitazione era però tanta e venne così davanti a lui che nel frattempo segnava dati sulla scheda facendola sentire più una cavia da esaminare che un essere umano.
“Molto bene, la visita per oggi termina qui, si poteva fare meglio e ritengo che il mese prossimo dovrà tornare con gli esercizi che le ho dato fatti e rifatti in modo da poter proseguire con lo studio. Dovrà tenere un diario in cui annoterà tutto quello che mangia e le volte che andrà in bagno. Segnerà anche le volte che farà sesso e che si masturberà. Non mi deluda perchè ho la sensazione che lei sia la cavia giusta per portare a termine lo studio”.
“Va bene Dottore, grazie Dottore”
Così dicendo Valentina uscì dallo studio…

Le fantasie sono fatte per essere vissute.

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Dettagli Racconto

Pubblicato: 10 Aprile 2026
Modificato: 10 Aprile 2026
Lettura: 9 min
Viste: 👁️ 34
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Generi:
Dominazione & BDSM, Feticismo
Tag:
Degradazione, Impact Play, Umiliazione

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