Schiave e Padrone

Racconto

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Disclaimer: I racconti presenti in questa sezione sono opere di pura fantasia scritte dagli utenti.
Qualsiasi riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.

Il Padrone le riconosceva subito. C’erano delle schiave che dentro avevano una scintilla. Una sorta di fuoco che ardeva dentro di loro. Non erano le classiche sottomesse, lui riconosceva nel loro insito la personalità Dom, anche se molto sopita. Erano quelle le schiave che preferiva. Amava distruggerle, fisicamente e psicologicamente e poi farle rinascere con un nuovo aspetto. Più sicure di loro, più forti, ma soprattutto più sadiche.Non erano così gli schiavi. Non aveva mai visto uno schiavo col fuoco dentro. Gli schiavi non erano degni di rispetto, non avrebbe mai potuto pensare a uno di loro come a un co-conduttore di una sessione. Con tante ex schiave invece si era parecchio divertito considerandole come pari-livello. Ex-schiave, anche se il termine non è esatto. Loro mantenevano sempre nei suoi confronti un timore reverenziale e sempre lo avrebbero chiamato Padrone. Lui sapeva di avere ancora pieno potere su quelle donne, ma raramente lo esercitava e sicuramente non davanti a una schiava o a uno schiavo, sarebbe stato come mettere in discussione il loro potere davanti a un sottoposto e lui non desiderava questo.Con molte di queste ex-schiave era passato dal sesso violento e costretto da corde e catene a fare l’amore sul letto. Certo, si trattava sempre di sesso tra due persone con il bdsm dentro, ma sempre di sesso si trattava, spinto, violento ma finalizzato all’orgasmo reciproco.
Conosceva tutte le storie dei suoi sottoposti e adorava creare delle coppie tra schiavi o schiave e ex-schiave. Se sapeva che una delle ex schiave era appena stata lasciata dal ragazzo le metteva davanti un bello schiavetto più o meno dell’età dell’ex fidanzato, a una ex-schiava in la con l’età metteva davanti una giovane studentessa nuda e in ginocchio.
Lui aveva insegnato a loro tutti i trucchi della dominazione, prima glieli aveva fatti direttamente provare sulla loro pelle. Si era preso tutto il suo tempo per farlo. Non era una cosa breve. Avevano provato tutto e quindi quando infliggevano a loro volta delle torture e delle punizioni sapevano benissimo cosa andavano a fare e le sensazioni che avrebbero fatto nascere nella persona davanti a loro.
Sapevano cosa era più umiliante, cosa più doloroso, riuscivano a capire la soggettività del sottomesso che avevano davanti e punirlo o umiliarlo di conseguenza.
Non erano tante queste ex-schiave, 5 o 6 al massimo. Erano una rarità e ci voleva tanto tempo per formarle ma ne valeva la pena. Durante le sessioni, in cui spesso il Padrone fungeva solo da osservatore, comodamente seduto in poltrona, riconosceva gli insegnamenti dati e riusciva a ricordarsi anche alla ragazza che stava infliggendo quella tortura nel momento in cui la stava subendo da lui. Ma non erano quelli i momenti che preferiva. Lui adorava quando la ex-schiava prendeva l’iniziativa, quando andava oltre gli insegnamenti. Apprezzava la loro fantasia, i loro spunti. 
Finita la sessione congedava sempre prima la ex-schiava e poi, per scaricare l’eccitazione, si scopava la schiava o lo schiavo di turno ancora legato o si faceva fare un pompino. Altre volte era così appagato da quello che aveva visto che non si svuotava nemmeno.
Aveva una ex-schiava matura che lo faceva impazzire. Mollata dal marito era arrivata da lui come una persona distrutta, voleva automortificarsi e il Padrone in questo la aveva aiutata portandola a toccare il fondo, salvo poi quando lei si sentiva una vera nullità, le aveva dato i mezzi e le armi per tirarsi fuori e era letteralmente rinata. Il Padrone amava accoppiarla con schiavi di qualsiasi età e lei trasferiva l’odio che provava per il marito su quelle persone e in particolare sui loro culi che amava cinghiare e penetrare senza pietà. Allo stesso modo sodomizzava e cinghiava le povere schiavette che le aveva proposto. Ma era il modo in cui li trattava e gli parlava che lo eccitava parecchio. Aveva un tono autoritario, usava sempre le parole più giuste per ferire e umiliare maggiormente le sue vittime. Lui la adorava. La chiamava spesso anche solo per uscire a mangiare una pizza e concludere la serata con una bella cavalcata a letto. Aveva anche pensato di chiederle di trasferirsi da lui ma questo no, non avrebbe potuto, sarebbe stato fare un favoritismo e avrebbe voluto dire perdere tutto il lavoro fatto fino a quel momento. Lei tra l’altro non ne aveva nemmeno bisogno.
Adorava le sue donne. Non aveva bisogno di altro.

Le fantasie sono fatte per essere vissute.

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Dettagli Racconto

Pubblicato: 9 Aprile 2026
Modificato: 9 Aprile 2026
Lettura: 4 min
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Commenti: 💬 0
Generi:
Dominazione & BDSM
Tag:
Bondage, Dark Erotica, Degradazione, Maledom, Umiliazione

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