PadroneAnziano

Racconto

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Stai leggendo il racconto "PadroneAnziano", capitolo 3 di 8 della serie "PadroneAnziano".
Disclaimer: I racconti presenti in questa sezione sono opere di pura fantasia scritte dagli utenti.
Qualsiasi riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.

La notte avvolgeva la città come una coperta tiepida.
Elisa era sola in camera, nuda, il corpo ancora segnato dai pizzichi delle mollette.
Il cellulare vibrò.

Un solo messaggio:

PadroneAnziano: “Sei pronta a spingerti oltre, troietta mia?”

La parola la fece rabbrividire.
Troietta.
Mai nessuno l’aveva chiamata così.
Mai nessuno aveva osato sporcare la sua innocenza con un insulto.
Eppure, sentì il ventre contrarsi di piacere, le cosce stringersi istintivamente.

Elisa: “Sì, Padrone… sono pronta.”

Il messaggio successivo arrivò rapido, deciso, come un colpo di frusta:

PadroneAnziano: “Voglio che ti metti davanti alla finestra. A gambe larghe. Voglio che ti esponi al mondo. Nessuno deve vederti, ma tu devi sentirti vista. Come la puttana obbediente che sei diventata per me.”

Elisa sentì il sangue pulsarle nelle orecchie.
La finestra dava su un cortile interno semi-deserto, ma l’idea di esporsi anche solo all’eventualità che qualcuno potesse vederla la fece tremare.

Spinta da una fame che non sapeva più controllare, si alzò.
Nuda, attraversò la stanza.
Aprì leggermente la tenda, lasciando filtrare l’aria fresca sulla pelle calda.

Poteva vedere le luci in lontananza, le finestre degli altri palazzi.
Forse qualcuno poteva guardare.
Forse qualcuno la stava già guardando.

PadroneAnziano: “Allarga bene le gambe. Mostrami la tua figa bagnata, sporca di desiderio.”

Obbedì.
Le gambe si aprirono, tremando.
Si sentiva esposta, vulnerabile… e incredibilmente viva.

Un nuovo messaggio:

PadroneAnziano: “Guardati, lurida troia. Non sei più la ragazzina timida di prima. Sei la mia puttana. La mia schiava da usare.”

Le parole la colpirono come schiaffi sul viso.
Ogni insulto era una goccia bollente sulla pelle, che scivolava giù fino a incendiargli l’intimità.

Il dito le sfiorò il clitoride, ancora sensibile dai giochi precedenti.
Un gemito basso le sfuggì.

PadroneAnziano: “Toccati per me. Ma lentamente, sporca cagna. Voglio che ti rendi conto di quanto ti piace essere la mia esibizionista personale.”

Elisa infilò due dita dentro di sé, lentamente, affondando nella propria umidità.
Le cosce tremavano, il cuore sembrava volerle esplodere nel petto.

Ogni affondo era un atto di sottomissione.
Ogni movimento, un’offerta silenziosa al suo Padrone.

PadroneAnziano: “Voglio che tu venga in piedi, davanti alla finestra, come la troia indegna che sei. Devi gridare il mio nome nella testa mentre ti abbandoni.”

Concentrò ogni fibra del suo essere su quel comando.
Le dita aumentarono il ritmo.
Il piacere montava, violento, incontrollabile.

Pensava a lui.
Alla sua voce.
Alla sua volontà che piegava la sua innocenza come un ferro rovente.

Quando l’orgasmo esplose, Elisa dovette mordere la spalla per non urlare davvero.
Il corpo scosso da ondate di piacere che sembravano strapparla dal suolo.

Cadde in ginocchio, esausta, il viso bagnato di lacrime di gioia e di vergogna.

La chat si illuminò ancora:

PadroneAnziano: “Brava, puttanella mia. Questa è solo l’iniziazione. Presto imparerai a godere del tuo essere niente, pur di appartenere a me.”

E in quel momento, Elisa era sua totalmente.

Le fantasie sono fatte per essere vissute.

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📚 Dettagli Serie

PadroneAnziano
Capitoli: 8
Lettura Totale: 28 min
Viste Totali: 👁️ 443
Piace a: ❤️ 7
Iniziata il: 17 Marzo 2026

Dettagli Racconto

Pubblicato: 17 Marzo 2026
Modificato: 17 Marzo 2026
Lettura: 3 min
Viste: 👁️ 63
Piace a: ❤️ 1
Commenti: 💬 2
Generi:
Dominazione & BDSM
Tag:
Degradazione, Esibizionismo, Femdom, Umiliazione

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2 commenti su “PadroneAnziano”

  1. sto continuando a leggere ora è giorno ma riprenderò la lettura stasera dove abito non è prprio isolato ma a lume di candela eseguirò come scritto a Elisa continuerò la lettura solo di sera fonda
    grazie

  2. Buonasera Padrone Anziano come accennato nel pomeriggio ho aspettato l’oscurità per mettermi nuda a luce spente ho aperto la tenda della sala che è a vista con la villetta e il palazzo di fronte le luci erano spente anche sia nella villetta che nel palazzo di fronte molte con gli avvolgibili abbassati ma alcuni ancora alzate in ogni momento era possibile che si accendano le luci e sarei visibile ho seguito le sue indicazioni mi sono toccata la parte intima (FICA) anche se ormai da tempo non ho rapporti penetrativi sia da parte del ex marito che dalla mia amica intima conosciuta dopo il divorzio e con la quale mi ha aiutata a mettere in evidenza la mia indole , nuda al buoi della mia sala e di fronte alla portafinestra che da sul balcone con i tendoni tirati aperti ho spalancato le gambe divaricandole con una mano mi sono massaggiata il seno e i capezzoli andando a morsicarli mentre con l’altra mano mi sono toccata e inserite l’indice e il medio nella fica e con il pollice mi sono strofinata il clito pensando mi sono data della puttana e mi sono eccita mentre mi imponevo di godere e ci sono riuscita quasi subito e devo ammettere che speravo che qualcuno potesse vedermi in quei momenti sono sicura che avrei continuato a toccarmi sono venuta due volte eccitata ho preso il cucchiaio della cucina in nailon e ritornata di fronte alla finestra mi sono voltata dando la schiena alla vetrata e piegata con il sedere esposto mi sono colpita più volte segnandomi il sedere e ripetevo che ero una donnaccia mi sono nuovamente toccata venendo una terza volta mi sono messa sulle ginocchia guardando verso l’esterno e sono rimasta per quasi un 15 minuti continuando a tenermi e strizzarmi i capezzoli sudata e eccitata speravo che qualcuno potesse vedermi mi sono alzata e ho abbassato gli avvolgibile e acceso le luci sono nuda un pò stanca ma eccitata e curiosa aprirò il capitolo 4″ continuando la lettura
    grazie

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