Qualsiasi riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
Mentre ancora si domandava come poteva essere stato così stupido da aver accettato stava già suonando il citofono. Luca uscì per accogliere il Padrone e condurlo nel suo ufficio.Era la prima volta che si vedevano dal vivo, Luca era imbarazzatissimo. Si era fatto 3 docce quella mattina perchè sapeva cosa lo aspettava. Ne avevano parlato a lungo. Il Padrone conosceva il suo ufficio per le numerose sessioni virtuali che avevano fatto e lui aveva pensato che sarebbe stata una buona idea farlo venire li. Senza pensare a tutte le implicazioni psicologiche e future che avrebbe comportato. Il Padrone ora sapeva dove lavorava. Era sostanzialmente come consegnargli una parte della sua vita.
Avevano progettato la prima parte dell’incontro con l’ispezione e una visita medica accurata, per la seconda parte si sarebbero aggiornati strada facendo, a seconda di come si sentiva lo schiavo.
Il Padrone entrò con la sua valigetta da medico e iniziò a guardarsi intorno elogiando l’ufficio di Luca. “Spogliati” disse intanto che ancora girava per la stanza.
Luca eseguì, sapeva che doveva rimanere completamente nudo e non esitò nemmeno un secondo a farlo.
“Oh, finalmente ti ho davanti nudo, non sai da quanto tempo aspettavo questo momento” disse avvicinandosi. Conosceva molto bene quel corpo, anche intimamente e profondamente, ma non l’aveva mai toccato. Mise subito una mano su una chiappa di Luca e la strizzò. Poi passò a toccargli i testicoli e il cazzo, come se fosse un oggetto. Il Padrone sapeva bene cosa lo eccitava e lo voleva portare all’estremo del suo volere anche perchè, così pensava, se lo schiavo fosse stato bello eccitato avrebbe concesso molto di più dopo.
Il Padrone fece di tutto per metterlo in imbarazzo e umiliarlo, lo trattò come un corpo e non come una persona, guardando ovunque, dalle orecchie alla punta dei piedi. Luca non poteva nascondere la sua eccitazione testimoniata da una potente erezione e dalla sua tipica cappella lucida da troietta.Il Padrone lo spostava nelle posizioni che preferiva, spesso trascinandolo per il cazzo o per le palle e lui, totalmente esposto restava in quelle pose umilianti, completamente esposto, in attesa che le mani del Signore lo aprissero ulteriormente.
Visita e ispezione si fusero. Il controllo della prostata fu molto accurato con due dita che entrarono contemporaneamente e dilatarono l’ano, ben lubrificato. Dalla borsa il Padrone tirò fuori un divaricatore e lo sostituì alle dita… ora era quello che teneva ben aperto il suo forellino. Luca era a 4 zampe sul divano e non poteva vedere quanto fosse largo in quel momento il suo buco. Il Padrone estrasse lo strumento e disse a Luca di girarsi a pancia in su. “Manca solo il cazzo” disse prendendoglielo in mano e scappellandolo fino in fondo. Un fiume di precum sporcò le mani del Padrone che se le fece ripulire dalla bocca dello schiavo. Luca leccò avidamente eccitatissimo com’era.
Nuovamente il Padrone pescò nella sua borsa, questa volta un paio di sonde da uretra. Le lubrificò e le infilò nello stretto buchino dello schiavo che si inarcò per il dolore. Prima la più piccola e poi la più grande. Luca era sul punto di esplodere, il Padrone, con ancora la sonda dentro, segò il cazzo dello schiavo per un po’ e quando si accorse che era vicino all’orgasmo si interruppe e sfilò la sonda.
La passò tra le labbra dello schiavo per ripulirla e iniziò a mettere via le cose per andarsene.
Luca lo guardò sorpreso. “a… abbiamo finito?”
“si, abbiamo finito. Sei stato molto bravo e mi sono molto eccitato. Meglio non andare avanti ora. Hai già fatto molto”.
“m… ma…” “ma cosa?” “…pensavo…” “cosa pensavi? che saresti venuto? non lo abbiamo mai detto. E poi io non sono una escort che ti fa venire a comando.” “m… mi perdoni” Luca si sentiva tremendamente in imbarazzo ad aver chiesto, anche se indirettamente, al Padrone di mungerlo e di farlo venire. Ora, nudo davanti a lui, si sentiva tremendamente a disagio.
Esattamente la condizione che voleva creare il Padrone. “Se vuoi venire dobbiamo passare allo step successivo ma non so se sei pronto.” “Sono Pronto Padrone, la prego…” “Vuol dire che smetteremo di chiamarti schiavo e inizieremo a chiamarti schiava” “…” Il Padrone si slacciò i pantaloni e tirò fuori il suo membro già semi rigido. “Fammi vedere se sei pronta” Luca esitò. Il Padrone fece per rimettersi a posto “Va bene, la prossima volt…” “n.. no… sono pronto… pronta… volevo dire pronta…” e si avvicinò con la faccia al cazzo del Padrone. Subitò un forte odore di cazzo gli inebriò il cervello e l’eccitazione lo portò a leccare quel pezzo di carne indurita dall’eccitazione. “Su dai… immagina di essere tua moglie davanti al tuo cazzo… fai tutto quello che vorresti che lei facesse a te” Il consiglio funzionò e Luca iniziò a pompare duramente alternando delle lunghe leccate a asta, cappella e palle. Il Padrone si liberò dei vestiti insultando lo schiavo, sempre tenendo il cazzo nella sua bocca. Luca per la prima volta sentiva un cazzo indurirsi nella sua bocca e non capiva più niente continuando a pompare e dando sfogo a quella voglia repressa per troppo tempo. “Girati ora che è il momento di perdere la verginità”. Luca si mise a 90 sul divano offrendo il culo al Padrone che davanti a tanta disponibilità ci sputò sopra e usò le dita per spalmare per bene lo sputo all’interno e poi prese a leccarglielo. Luca non si aspettava un tale trattamento, sentiva la lingua del Padrone farsi strada tra le sue viscere e la cosa lo stava facendo impazzire. Si sentiva esattamente nel posto dove voleva essere a fare quello che voleva.
Il Padrone si alzò, Luca sentì la sua cappella puntellata al suo ano… piano piano farsi strada. La voce del Padrone alle sue spalle lo informava che stava diventando grande finalmente e che lui si sarebbe goduto il suo culo fino in fondo per cui si sarebbe dovuto accontentare della propria sborra e non di quella del Padrone che sarebbe rimasta dentro di lui fino a sera.
Subito il Padrone prese in mano il cazzo di Luca e iniziò a menarlo a ritmo con l’inculata. Non durarono molto e vennero insieme. Il Padrone dentro Luca, come promesso, lo schiavo sulla mano del Padrone. Con ancora il cazzo infilato tra le sue chiappe lo schiavo leccò il suo sperma dalla mano del Signore avidamente. Il Padrone si sfilò e lo schiavo ripulì anche il cazzo dalle ultime gocce di sborra che ne uscivano. Si sentiva pieno. Aiutò il Padrone a rivestirsi e lo accompagnò alla porta.
“Da ora in poi sei la mia troietta. Ti verrò a trovare più spesso”.
E chiuse la porta dietro di se
Le fantasie sono fatte per essere vissute.
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