Il Profumo del Privilegio

Racconto

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Disclaimer: I racconti presenti in questa sezione sono opere di pura fantasia scritte dagli utenti.
Qualsiasi riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.

Le mani immerse nell’acqua tiepida, il rumore ritmico della spugna che gratta via i residui di una cena a cui non sono stato invitato. Povera Anna, deve essere sfinita. Ieri sera la casa deve aver vibrato di vita, musica e piacere, mentre io me ne stavo in quel motel economico sulla statale, a fissare il soffitto e a ringraziarla mentalmente per avermi risparmiato l’emicrania. È così attenta ai miei bisogni, così protettiva verso la mia salute fragile.

Asciugo l’ultimo piatto e mi avvicino in punta di piedi alla camera da letto. La porta è socchiusa. Lei è lì, un’apparizione angelica distesa a pancia in giù. Le lenzuola sono un groviglio di seta che scivola via, lasciando scoperta la curva pallida di un gluteo. Sento subito quel formicolio familiare, quel richiamo del sangue che vorrebbe affluire dove non può. La gabbietta d’acciaio preme contro la carne, un freddo e costante promemoria del mio posto. Sono due anni che il mio sesso appartiene a lei, e solo a lei.

«La carne è la parte peggiore di un rapporto», mi ripete sempre con quel suo sorriso indulgente. E ha ragione. Da quando mi concede solo quei venti minuti di libertà al mese — un timer che scorre crudele mentre cerco di darmi piacere sotto il suo sguardo annoiato — mi sento più leggero. Del resto, con la mia dotazione ridicola, non avrei mai potuto darle quello che le serve davvero.

Accanto al letto, una bottiglia di whisky vuota giace sul tappeto insieme a due preservativi usati, grigi e opachi, testimoni muti di una foga che io posso solo immaginare. Mi chino a raccoglierli con una strana reverenza, quasi fossero reliquie. Qualcuno si è divertito molto, ieri sera.

Torno in cucina. C’è da strofinare, da far splendere ogni angolo prima che la mia regina si risvegli. Lavoro con lena, ogni colpo di scopa è un atto di devozione, finché la casa non profuma di pulito e sottomissione.

Quando rientro in camera, Anna è sveglia. Lo schermo del cellulare illumina il suo viso perfetto mentre sorride a un messaggio. Appena mi vede, le sue labbra si piegano in un broncio che mi fa sussultare il cuore.

«Mi hai svegliata», sussurra, la voce impastata di sonno e qualcos’altro.

«Scusa tesoro, ho cercato di fare meno rumore possibile…»

«Vieni qui, amore. Fatti perdonare». Si volta leggermente, un lampo di malizia negli occhi. «Quell’omaccione ieri sera è stato proprio irruento… un vero animale. Ho tutto il culetto che mi brucia, sento ancora la sua pressione. Fammi un bel massaggino lenitivo. Usa la lingua».

«Sì, tesoro. Subito».

Si mette a pancia in giù, allargando le gambe con naturalezza. Davanti a me si apre lo spettacolo divino del suo corpo violato, l’unico altare su cui mi è permesso pregare. Mi fiondo tra le sue natiche, la pelle sa di sudore straniero e del suo profumo costoso. Lecco con un’ingordigia mista a estrema delicatezza, cercando di calmare l’infiammazione di quel “povero fiorellino” che è stato palesemente maltrattato.

Mentre lavoro con dedizione, lei inizia a raccontare. La sua voce è un sussurro che mi entra dentro: mi parla di quanto quell’energumeno fosse instancabile, di come non venisse mai, costringendola a usare ogni grammo della sua arte per domarlo. E poi il bis, preteso con la forza di chi sa di poter prendere ciò che vuole. Mi racconta di come lui le abbia preso il culo senza chiedere, con una foga che l’ha lasciata sfinita.

«La gente, amore… se dai un dito si prendono tutto il braccio», sospira lei, mentre io continuo a leccare via i segni di quell’invasione.

Povera Anna, così generosa da non saper dire di no ai suoi ospiti. Ma mentre pulisco la sua pelle, un calore mi invade il petto: sono così grato che lo abbia costretto a usare il preservativo. Lei sa quanto mi costi fatica accettare il seme secco di un altro uomo tra le sue chiappe. Il fatto che si sia ricordata di questo piccolo dettaglio, proprio nel bel mezzo di una tale tempesta di sesso, mi commuove.

È proprio vero: nessuno mi ama come lei.

Le fantasie sono fatte per essere vissute.

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Dettagli Racconto

Pubblicato: 17 Marzo 2026
Modificato: 17 Marzo 2026
Lettura: 4 min
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Generi:
Tradimenti & Cuckold
Tag:
Degradazione, Femdom, Orgasm Denial, Sissy, Umiliazione

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